16 Febbraio 2021

Differenze tra ditta individuale e società di capitali in Svizzera

Costituzione di una società anonima (SA) o di una società a garanzia limitata (SAGL) mediante trasformazione di una ditta individuale

Nelle ultime settimane ci sono pervenute diverse richieste di suggerimenti e pareri in merito alle attività da porre in essere per impostare un evento molto importante nella vita di ogni imprenditore: la costituzione di una società, in particolare la costituzione di una SA (società anonima) o di una SAGL (società a garanzia limitata).

Il più delle volte l’imprenditore non è uno startupper ma è già attivo nel business di riferimento con una ditta individuale; la differenza principale tra la ditta individuale e le altre forme societarie (società anonima e società a garanzia limitata) è che la prima non è una persona giuridica (anche se iscritta a Registro di Commercio), cioè non ha autonomia patrimoniale (banalmente per “creare” una ditta individuale non bisogna versare un capitale minimo). Questa differenza, che per alcuni è vista come un costo, un onere importante, uno scoglio difficile da superare, è invece da considerarsi come un’opportunità.

Opportunità in che senso? In particolare, e ci rivolgiamo principalmente ad imprenditori attivi in certi settori (ad esempio l’edilizia e affini, spedizionieri, commercianti al dettaglio, ristoratori), la creazione di una società in forma di SA o SAGL individua un limite ai rischi che l’imprenditore affronta tutti i giorni, cioè consente di “limitare” gli effetti negativi di eventuali danni che possono emergere anche svolgendo la propria attività in modo serio e professionale. Il limite è appunto il capitale della società, NON il capitale privato. Il capitale minimo per costituire una società anonima è di CHF 100'000, quello necessario per costituire una SAGL è di CHF 20'000.

Questa opportunità, cioè la costruzione di un riparo al capitale personale, proprio e/o di famiglia, è maggiormente chiara ed evidente in questo particolare momento storico caratterizzato da una pandemia globale. Tante aziende si trovano oggi ad affrontare il recupero crediti con molte difficoltà e molto spesso il lavoro profuso e i prodotti consegnati in tempo e secondo le caratteristiche richieste dal cliente non vengono pagati, le fatture scadute aumentano e la disponibilità liquida, necessaria per la sopravvivenza dell’impresa, si riduce a zero. Oppure può capitare che i costi fissi che l’azienda deve sostenere ogni mese (es: pigioni, canoni di leasing, canoni di manutenzione delle attrezzature e dei macchinari) non riescono ad essere coperti dalla liquidità ridotta a causa della situazione attuale e pertanto il rischio è che un creditore, tramite una procedura di esecuzione, determini l’avvio di una procedura fallimentare.

Evidentemente, in una situazione come quella poc’anzi descritta, se l’imprenditore non trova un finanziatore terzo disposto ad immettere liquidità, se non ha la possibilità di utilizzare liquidità proveniente da Enti pubblici (vedi casi di rigore), deve purtroppo arrendersi al fallimento.

Cosa succede ad un imprenditore in caso di fallimento?

Quando si apre la procedura fallimentare, la direzione dell'azienda perde il diritto di operare e di disporre di tutti gli attivi disponibili, ossia dell'insieme dei beni dell'azienda come i conti in banca, i beni immobili o ancora le macchine di produzione. Questo patrimonio è definito ʺmassaʺ. Spetta all'ufficio fallimenti, incaricato della procedura, stimare il valore della massa e occuparsi della sua liquidazione. I fondi così raccolti servono a rimborsare i creditori.

E’ importante sottolineare che nel caso di una persona giuridica (i.e. società anonima SA o di una società a garanzia limitata SAGL) i debiti sono ricondotti esclusivamente all'azienda. Di conseguenza, non esistono più debiti se l'azienda cessa di esistere. I debiti rimanenti vengono quindi eliminati al termine della procedura fallimentare (chiaramente rimane in capo al Consiglio di Amministrazione e a chi aveva il potere di rappresentare la società il rischio di essere chiamati a rispondere perché ritenuti responsabili del fallimento nei casi in cui siano state violate delle norme di legge o previste dall’atto costitutivo).

ATTENZIONE!! Invece, nel caso di una persona fisica, come una ditta individuale, l'imprenditore deve indebitarsi personalmente durante e anche dopo la chiusura del fallimento. Nell'ambito della procedura fallimentare, ai creditori viene rilasciato un attestato di carenza di beni, che indica l'importo dovuto e dà loro il diritto di reclamare il proprio credito se la situazione finanziaria dell'imprenditore dovesse migliorare.

Nel caso di una ditta individuale, il patrimonio privato dell'imprenditore rappresenta la massa pignorabile in caso di fallimento. Essa include i risparmi, i beni immobili e i titoli. Restano esclusi dal fallimento il patrimonio del coniuge, il terzo pilastro e le assicurazioni sulla vita conclusi in favore del coniuge e dei figli.

Ora dovrebbe essere chiaro perché è preferibile iniziare un’attività imprenditoriale costituendo una società anonima o una società a garanzia limitata oppure perché è considerata un’opportunità la trasformazione di una ditta individuale in una società dotata di personalità giuridica.

Cosa si intende per trasformazione?

Per trasformazione si intende la costituzione di una società anonima o di una società a garanzia limitata, e quindi la costituzione di una persona giuridica, utilizzando “elementi” della ditta individuale. Al termine di questo processo la ditta individuale, qualora svuotata di attivi e passivi e/o qualora priva di attività, verrà sciolta ed eventualmente cancellata dal registro di commercio.

Come si può procedere per la trasformazione di una ditta individuale in una Sa o in una SAGL?

Una prima possibilità è la creazione della nuova società tramite “assunzione di beni”. La nuova società può rilevare l’attività della ditta individuale direttamente nell’ambito della costituzione. Questo significa che gli attivi e i passivi della ditta individuale vengono apportati nella nuova società e che possono essere utilizzati, oppure no, per il finanziamento delle quote. Può venire a crearsi una situazione in cui una parte delle attività “trasferite” nella nuova società rimanga iscritta in bilancio come prestito dei promotori alla nuova società.

Cosa serve per poter effettuare un’operazione di questo tipo? E’ necessario che la ditta individuale disponga di una contabilità in partita doppia e che la stessa, oltre al conto annuale, siano sottoposti al controllo di un revisore abilitato.

Una seconda possibilità è la creazione tramite “conferimento in natura”. Questa soluzione prevede che i valori della ditta individuale vengono utilizzati per la liberazione delle quote; questo significa che se il valore dei beni conferiti è pari o superiore all’importo minimo del capitale sociale (20'000 per la SAGL e 100'000 per la SA) non è necessario per i promotori versare ulteriori fondi (è altresì vero che sarà necessario al termine della costituzione avere disponibilità liquide per pagare le fatture del Notaio, del revisore oltre a oneri, bolli ecc.). Un revisore abilitato deve controllare che il valore degli attivi apportati corrisponda effettivamente al valore dichiarato. E’ interessante segnalare che recentemente abbiamo analizzato il caso di una trasformazione tramite conferimento anche (ma non solo) di un bene immateriale, nello specifico di un brevetto che è stato valorizzato considerando i costi che l’imprenditore ha sostenuto per la registrazione.

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