February 2024 / Switzerland

27 Febbraio 2024

Telelavoro e Frontalieri in Svizzera: Quadro Normativo e Implicazioni Previdenziali e Fiscali

Con l'ascesa del telelavoro nel mondo moderno, il confine tra spazio di lavoro e vita privata si è assottigliato, generando una serie di sfide giuridiche e fiscali, specialmente per i frontalieri tra Italia e Svizzera. In un contesto in cui la tecnologia ha reso possibile svolgere l'attività lavorativa da remoto, i lavoratori transfrontalieri si trovano al centro di un intricato labirinto normativo che coinvolge questioni previdenziali, fiscali e legali. L'evoluzione del telelavoro, accelerata dalla pandemia da Covid-19, ha portato alla luce una serie di lacune nel quadro normativo bilaterale tra Italia e Svizzera, mettendo in luce la necessità di rivedere le leggi esistenti per adattarle ai nuovi modelli di lavoro.

Negli ultimi anni, il panorama legislativo è stato caratterizzato da una serie di cambiamenti e aggiornamenti, creando confusione e incertezza per lavoratori e aziende.

In Canton Ticino, ad esempio, il numero di persone che lavorano da casa è in costante aumento, riflettendo una tendenza globale verso forme flessibili di impiego. Tuttavia, il quadro normativo svizzero si è dimostrato inadeguato a regolare adeguatamente il telelavoro, mancando di disposizioni specifiche in materia. Questo ha creato incertezza e ha reso necessarie interpretazioni caso per caso delle normative esistenti.

Nel caso dei lavoratori frontalieri residenti in Italia e attivi in Svizzera, le implicazioni legali diventano ancora più complesse, con considerazioni fiscali e previdenziali da valutare attentamente.

Implicazioni Previdenziali

Secondo il Regolamento CE n. 883/04, i frontalieri residenti in Italia sono soggetti alla legislazione previdenziale dello Stato di residenza, a meno che non svolgano una parte sostanziale della loro attività lavorativa in Svizzera, non dovendo trascorrere più del 24,99% del tempo di lavoro in Italia. Il concetto di "parte sostanziale" è stato oggetto di interpretazione e può influenzare l'assoggettamento alla sicurezza sociale italiana o svizzera.

Durante la pandemia, le normative europee hanno subito significative modifiche, con sospensioni temporanee delle disposizioni vigenti fino a metà del 2023. Tuttavia, il 1º luglio 2023, la Commissione Europea ha ufficialmente proclamato il nuovo Accordo multilaterale, che ha introdotto un limite del 49,99% per il tempo di telelavoro. Questa nuova soglia ha sostituito quella precedente del 24,99%, offrendo ai lavoratori frontalieri una maggiore flessibilità nella gestione del telelavoro e consentendo loro di operare da casa, nei limiti anzidetti, senza influire sul regime previdenziale. È da notare che l'Italia ha aderito all'accordo solo alla fine di dicembre 2023, rendendolo efficace dal 1° gennaio 2024.

Implicazioni Fiscali

L'Italia e la Svizzera, in particolare, hanno affrontato questa questione attraverso le rispettive autorità fiscali, firmando due accordi amichevoli e un Protocollo di modifica dell'Accordo sulla tassazione dei lavoratori “frontalieri fiscali”. L'obiettivo è stato chiarire le regole fiscali applicabili al telelavoro transfrontaliero.

L'accordo attualmente in vigore, valido sia per il 2024 che per il 2025, stabilisce che i “frontalieri fiscali” possono dedicare fino al 25% del loro tempo di lavoro al telelavoro senza che ciò influisca sul loro trattamento fiscale.

Tuttavia, per i lavoratori "frontalieri non fiscali", ovvero quelli residenti in Italia che trascorrono la settimana in Svizzera e/o vivono a più di venti chilometri dalla frontiera, le complicazioni fiscali diventano ancora più intricate, poiché nonostante siano considerati frontalieri per tutti gli effetti pratici, questi contribuenti rientrano nell'ambito dell'articolo 15, paragrafo 1 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, e di conseguenza non sono soggetti al nuovo Accordo sulla tassazione dei frontalieri né agli accordi amichevoli firmati in materia di telelavoro dal punto di vista fiscale.

Una questione rilevante per le imprese è il rischio della "stabile organizzazione", che potrebbe sorgere se i dipendenti in telelavoro creano una presenza fisica significativa per l'azienda nel paese in cui risiedono. Questo rischio può comportare implicazioni fiscali e legali aggiuntive per le imprese.

Conclusioni

Il telelavoro dei frontalieri tra Italia e Svizzera pone alle imprese sfide significative in ambito legale, previdenziale e fiscale. Pur avendo accordi bilaterali che forniscono una guida, rimangono ancora zone di incertezza e complessità. È fondamentale che le imprese comprendano appieno tali implicazioni e adottino le misure necessarie per garantire la conformità fiscale e legale nelle loro attività transfrontaliere.

 

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